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Intervista a Chiara Parise di PNLP: il Made in Italy che preserva la sostenibilità

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Al giorno d’oggi, parlare di sostenibilità all’interno del settore moda è diventato un must, e per quanto l’argomento possa cadere in considerazioni retoriche e ridondanti, trattare certe tematiche permette di aumentare la consapevolezza. Spesso, tale tema è accompagnato dal concetto di innovazione inteso come processo capace di combinare determinati fattori esistenti per realizzare un prodotto che, in questo caso, risulti avere un basso impatto ambientale.

Moda sostenibile e impatto ambientale: i dati

Si è introdotto, così, il termine moda sostenibile facendo riferimento a un cambiamento di paradigma che pone l’attenzione sia all’aspetto sociale sia a quello ambientale. Si tratta, fondamentalmente, di riuscire a garantire un’economia circolare basata sul riutilizzo dei prodotti, sulla riduzione degli sprechi e sulla salvaguardia delle condizioni lavorative dei dipendenti. Se si osservano i dati relativi all’inquinamento prodotto dall’industria moda, può essere considerato uno dei settori più allarmanti dal punto di vista dell’impatto ambientale. Rinomato per essere uno dei settori più inquinanti in assoluto, secondo una statistica riportata da Bloomberg (la multinazionale operativa nel settore dei mass media con sede a New York e filiali in tutto il mondo), il comparto della moda è responsabile di circa il 10% delle emissioni mondiali di anidride carbonica nell’atmosfera. Inoltre, il mondo del fashion genera un quinto dei 300 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno a livello globale. Sulla base di queste premesse, il concetto di moda sostenibile assume un ruolo fondamentale per diminuire l’impatto che l’intero settore ha sul pianeta e sulle persone.
Abbiamo incontrato Chiara Parise di PNLP, famosa azienda di prodotti a km zero nel distretto tessile/abbigliamento del nord Italia.

Chiara Parise: PNLP, il suo brand di moda ispirato a Penelope

Chiara Parise è una giovane fashion designer che dopo gli studi in comunicazione e varie esperienze professionali in Uffici Stampa in ambito moda e Agenzie di ADV, decide di dare vita ad un brand tutto suo: PNLP.
Nata in una famiglia di tessitori, Chiara cresce a pane e tessuti e fin da piccola trascorre i pomeriggi giocando con gli scampoli di tessuto e azionando o spegnendo i telai, ovviamente sotto l’attenta guida e sorveglianza del padre.

PNLP non è un nome a caso. È la contrazione di Penelope, figura mitologica ideatrice del celebre stratagemma che l’ha resa una delle protagoniste dell’Odissea. Chiediamo a Chiara come sia nata l’idea di trarre ispirazione dall’eroina di Omero per il suo brand: “PNLP vuole omaggiare la tenacia, la perseveranza e la forza di tutte le donne. Rappresenta anche un richiamo alla tessitura, arte da me particolarmente amata”.

Una moda senza genere nè stagione

Tutto ha inizio nel 2017, quando la designer crea una collezione di capi tutta sua realizzata con i tessuti prodotti nella nota azienda di famiglia, dedicando una particolare attenzione al tema della sostenibilità, argomento troppo complesso per essere sintetizzato in poche parole ma sul quale, dopo trent’anni di fast fashion, è indispensabile rieducare.
Qualche anno fa il tema della sostenibilità era ancora lontano anzi “snobbato”. Io invece ci credevo parecchio.” – Ci spiega Chiara – “Con il fast fashion abbiamo totalmente perso il valore dei numerosi step produttivi che stanno dietro la produzione di un capo di abbigliamento. La qualità delle materie prime scelte, la confezione, il design e la manodopera. Una t-shirt a € 5,00 non potrà mai soddisfare tutti questi requisiti e soprattutto dietro quei 5 € qualcuno sarà stato sfruttato o malpagato e quel capo consumato, destinato ad essere buttato in poco tempo, alimentando così i rifiuti tessili da cui siamo già sommersi. I consumatori hanno bisogno di essere riabituati al bello e al fatto bene…”.
Impegnarsi sul fronte della sostenibilità per un brand significa scegliere un paradigma in grado di mettere davanti il benessere dell’ecosistema al profitto aziendale. Questo significa che un modello come quello del fast fashion, la cui catena di produzione e di consumo eccessivi ha causato profondi danni ambientali e sociali negli ultimi decenni, non è più tollerabile a livello ambientale.

Ma queste idee possono effettivamente concretizzarsi?
Sicuramente l’intento è di andare verso una direzione più green e consapevole” afferma la giovane designer “Anche se la presenza del fast Fashion sarà ancora massicciamente presente.
Tra le fibre sostenibili PNLP promuove in modo particolare il Cupro, materiale antistatico e traspirante che deriva dalla parte più pura del cotone. Grazie al suo effetto definito “Manopesca”, il Cupro si presenta morbido, soffice al tatto e delicato sulla pelle, vellutato come una pesca e, a differenza della seta, vegano.

Ma perché proprio questa scelta?
Il Cupro è stata una della prima fibre ad essere considerata sostenibile in quanto deriva dalla parte più pura e nobile del cotone, un tempo considerata uno scarto. La mia famiglia ha sempre tessuto questa fibra acquisendo negli anni know how sulla sua lavorazione e nobilitazione.”
Oltre a supportare l’idea di sostenibilità, i capi di PNLP si distinguono per incoraggiare un concetto nuovo e contemporaneo di vestire: la moda senza genere e senza stagione.

É una gender-fluid collection con un’identità dinamica e mista tra donna e uomo. Ma come si manifesta l’importanza di questi due aspetti nei capi del brand?
La stagionalità delle collezioni è data solo dalla scelta di alcuni tessuti più o meno pesanti e dai colori.” Dichiara Chiara. “I modelli classici sono resi particolari dalla cura dei dettagli, studiati per essere il più possibile versatili, adatti a situazioni formali e informali. Molti di questi attingono dal guardaroba maschile, in cui lo studio dei tagli viene riadattato alle linee femminili.”
PNLP non è solo abbigliamento, ma è anche arredamento per la casa. “Il progetto Home Decor nasce nel 2020, in piena pandemia. La gente era chiusa in casa e non aveva necessità di acquistare nuovi vestiti. Al contrario aveva riscoperto il piacere di vivere e abbellire la propria casa: è così che nasce la piccola capsule dedicata all’Interior Design”
.

Il Master Full Immersion in Fashion & Luxury Management di Finance & Business Academy


In conclusione, chiediamo a Chiara quanto per lei sia importante la formazione nel settore del fashion. “La formazione è fondamentale. Periodicamente bisognerebbe sempre dedicarsi a corsi di aggiornamento.” L’ente di formazione Finance & Business Academy offre un Master Full Immersion in Fashion & Luxury Management rivolto a laureati e appassionati del fashion & luxury. Chiara Parise di PNLP interverrà nel quarto modulo del Master a proposito di innovazione e sostenibilità del settore fashion. Al termine del master, i partecipanti saranno in grado di:

  • Sviluppare e posizionare un brand, seguendolo dalla nascita al suo posizionamento, in termini di marketing e comunicazione online e offline
  • Gestire una comunicazione efficace sui social media
  • Sviluppare capacità organizzative di eventi di lusso
  • Comprendere opportunità di business del futuro, dalla moda, agli NFT alla gamification

Al termine dell’intervista abbiamo ringraziato e salutato Chiara, che rivedremo presto durante le lezioni.
E tu che aspetti? Richiedi maggiori informazioni!